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CINEMA
15 Gennaio 2019 - 23:49

DETROIT E LA GULF ESPLODONO: I FATTI DEL '67 RACCONTATI DALLA BIGELOW

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Detroit (Kathryn Bigelow-USA-2017)
DETROIT E LA GULF ESPLODONO: I FATTI DEL '67 RACCONTATI DALLA BIGELOW

La situazione a Detroit, la patria delle fabbriche d’auto, negli anni sessanta è di tensione continua tra bianchi e neri. Gli operai di colore (in maggioranza lavoratori della General Motors) sono ghettizzati e in continuo stato di frustrazione e di vittimismo più o meno giustificato. Basta così una scintilla (durante una festa in un locale per il ritorno di un reduce viene fatta una retata perché il locale non ha licenza per vendere alcolici) per scatenara la rivolta di tutto il quartiere. Come sempre accade in questi casi la situazione va fuori controllo e tra saccheggi, devastazioni, incendi e violenta repressione delle forze dell’ordine (formata per lo più da bianchi) tutto precipita e innocenti ci lasciano le penne.

Detroit brucia! Kathryn Bigelow la più “cazzuta” regista americana, questa volta in zona Spike Lee, usa pochi preamboli per gettarsi nel vivo della rivolta di Detroit scoppiata nel luglio 1967.

Le vicende narrate nel film si concentrano poi nell’Algiers Hotel dove si “rifugiano” un cantante di soul in cerca di fama e un amico. Qui agganciano due “bianche” e la serata, con poliziotti e tensione nelle strade circostanti, volge all’allegro, nonostante tutto. L’aria condizionata è gradevole, il letto comodo, la compagnia si amplia (altri ragazzi di colore si aggiungono) e la musica è buona nella stanza in cui i giovani si radunano. Ci si bacia, si manciano hot dog e si scherza sulle differenze “razziali”. Poi succede che un “coglione” pensa di ampliare lo scherzo sparando con una piccola pistola giocattolo verso la strada e quella che nasce per essere una provocazione gratuita diventa tragedia. Poliziotti incattiviti (particolarmente uno, Krauss interpretato da Will Poulter che non ha particolari difficoltà ad immedesimarsi in personaggi con tendenze nazi) non si fanno tanti problemi ad entrare e a sparare su tutto quello che si muove senza tanti se e ma facendoci scappare il morto facile facile. Un’escalation di violenza dove soprusi, sevizie, razzismo, gratuite dimostrazioni di prepotenza diventano paradigma della bestialità umana. Una cieca ferocia che lasciò sul campo (l’episodio accadde realmente) tre morti e varie persone, tra cui le due ragazze bianche, duramente picchiate.

La Bigelow non perde verve e tensione per tutto il film (ma potremmo dire per tutta la sua filmografia), stemperandola solo a tratti con un soul malinconico, creando nello spettatore un disgusto per i propri simili che solo Haneke ci sembra in grado di replicare nel panorama odierno. Una scena nel finale in cui un agente di colore dopo l’assoluzione dei poliziotti assassini vomita dalla rabbia e dal disgusto rappresenta il punto di vista della regista e quello che ci si aspetta dallo spettatore.

Poco product placement tra cui un distributore della GULF subito esploso, COCA COLA su banconi di un bar e bevuta dalle ragazze coprotagoniste e un’insegnna della birra SHILTZ. La FORD è citata.

STEFANO BARBACINI

Detroit

Regia: Kathryn Bigelow
Data di uscita: 23/11/2017
Location: Detroit
Cast:
Mason Alban
Brand:
Coca-Cola

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