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CINEMA
14 Ottobre 2018 - 21:03

DIARIO VISIVO (Herschell Gordon Lewis)

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Living Venus (H.G.Lewis, USA, 1961)
DIARIO VISIVO (Herschell Gordon Lewis)

Il primo film girato e interamente controllato da Herschell Gordon Lewis è Living Venus, piccolo gioiellino misconosciuto. A parte le biografie complete del regista non mi pare nessuno citi questi suoi primi film quando parla di Lewis. Eppure Living Venus, che nasce per guadagnare con la sex-exploitation riesce ad essere qualcosa di più.

Piccolo low-budget che riesce ad inserire in poco più di un’ora: il dietro le quinte della nascita di un sexy-magazine (nel film si chiama Pagan ma potrebbe essere una delle tante riviste di modelle erotiche che cominciano a proliferare nei primi anni ’60); la costruzione con pochi fronzoli ma assai precisa della figura del protagonista, l’editore Jack Norwall interpretato da William Kerwin, un uomo che calpesta i sentimenti di chi lo circonda interessato solo a conseguire i suoi scopi (soldi e bella vita) lasciando dietro di sé una promessa sposa alla vigilia delle nozze, il fotografo che ha contribuito al suo successo e suo socio liquidato dopo avergli soffiato l’amata, la modella che ha dato vita alla Living Venus, l’icona su cui si basava il lancio di Pagan, sfruttata, sposata e ingannata, costretta a “relazioni sociali” somiglianti alla prostituzione vera e propria che finirà alcolizzata e suicida per causa sua; modelle nude (in particolare la bellissima e Danica D’Hondt dalle lunghe leve) e un paio di esibizioni di Bob Scobey con la sua Dixieland band.

Il film si segue bene proprio perché riesce a solleticare molte corde (il voyeurismo, il dramma, la crudeltà, il varietà…) in un minutaggio ridotto e senza mai annoiare.

Herschell Gordon Lewis pare particolamente attratto dalle gambe con i tacchi a spillo delle sue discinte modelle tanto che l’inquadratura più volte ripetuta è proprio ad altezza cosce e polpacci con, solitamente, un uomo ai piedi totalmente soggiocato dai lisci ed erotici arti inferiori.

Scotch & whisky sono il product placement  principale del film, Jim Beam ma, soprattutto, VAT69.

STEFANO BARBACINI

©www.dysnews.eu

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