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CINEMA
14 Ottobre 2018 - 17:13

DIARIO VISIVO

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Tony (Gerard Johnson, GB, 2009)
DIARIO VISIVO

La ballata del piccolo serial killer londinese Tony è opera prima di quel Gerard Johnson che poi ci darà l’ottimo noir Hyena. Un autore per ora poco prolifico ma decisamente interessante.

Il mondo di Tony è triste e squallido. Già all’inizio lo vediamo girovagare in una periferia londinese sporca, attraversando i resti di un mercato (quando la gente piena di vita che lo anima se ne va resta solo sozzura e disordine…). In un palazzone popolare vi è l’appartamento dove sopravvive solitario, con il sussidio di disoccupazione, guardando in una tv ancora a tubo catodico film d’azione (in vhs perché non si è adeguato al dvd) e leggendo riviste porno. Al di fuori di questo non va meglio, non riesce a dialogare nonostante lo cerchi con un ambulante cinese e con un ragazzino tifoso del West Ham. Le sole distrazioni sono bersi una Coca Cola in un pub sgranocchiando patatine mentre osserva una coppia che litiga o andare a puttane (a cui chiede peraltro solo “coccole” perché non ha soldi...

Un disadattato come tanti ce ne sono al mondo e come a tanti di questi capita la frustrazione lo porta alla violenza. Una violenza “normale” così come la sua convivenza con i cadaveri di cui si circonda. “In città siete voi che fate la legge, qui sono io” la citazione da Rambo fatta davanti ad una possibile vittima (uno spacciatore che si è portato a casa) fa capire già su che piano si mette il film. Infatti il punto di forza dell’opera di Johnson è proprio quello di mostrare (in maniera pacata e secca in poco più di un’ora di film) la situazione di degrado ed emarginazione che diventano causa della creazione di mostri, siano essi assassini, terroristi o reazionari in generale. La giustificazione è belle pronta: “Non sono un criminale, sono un soldato”. Pulizia morale di un mondo marcio, ma una morale del tutto personale e fascista che supera i limiti della follia.

Ottimamente interpretato da Peter Ferdinando (che aderisce perfettamente al personaggio stralunato a cui da vita) si apparenta ai film della trilogia horror sulle derive dell’uomo medio di Stuart Gordon e in particolare a quel gioiellino che è Edmond.

Tony cammina molto per Londra ed incontra negozi e marche al neon. Quindi tra le marche (product placement voluto o solo “coreografico”?) abbiamo Peacocks, Panasonic, Systematic, Best-in, TDK, Sanyo, Aberdeen steak house e altre. Tra queste una appare più spesso e in evidenza, la compagnia di trasporti Arriva e non deve essere casuale. L’unica brand vestiaria visibile è l’ADIDAS che appare in più capi e, infine, notiamo la citazione delle riviste porno Fiesta e Razzles nonché il fatto che il nostro beve solo orange squash e Coca Cola.

STEFANO BARBACINI

©www.dysnews.eu

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