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CINEMA
14 Febbraio 2020 - 00:40

IL GIOIELLIERE NUDO NEL BAULE DELLA MERCEDES

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Diamanti grezzi (Safdie Bros., USA, 2019)
IL GIOIELLIERE NUDO NEL BAULE DELLA MERCEDES

Un diamante, un’opale, quelle meravigliose pietre tanto costose da diventare traffico, illegalità, azzardo. Quelle meravigliose pietre sfoggiate da donne ricche e sofisticate o da atleti di grande fama (e ancora più ricchi). Quelle meravigliose pietre pulite, brillanti, lussuose che celano dietro di se sfruttamenti di poveri operai africani i quali rischiano la salute se non la vita per estrarle dalla dura terra, compensati da una paga infima che è ridicola e assurda paragonata a quanto poi verrà pagato l’oggetto dal cliente finale.

Dalle cave di estrazione, dai budelli della terra, si passa attraverso il budello intestinale di Howard Ratner, ebreo americano che dei diamanti fa commercio. Così come la microcamera medica viaggia attraverso polipetti e diverticoli dell’uomo quella cinematografica dei fratelli Safdie parte irrefrenabile a suo seguito spiandone la vita frenetica, senza sosta e sempre al limite.

Traffico di diamanti grezzi nascosti dentro a ventri di pesce, debiti con parenti, amici e collaboratori, botte prese da scagnozzi di parenti incazzati, scommesse azzardate, conoscenza di una star del basket che crede in capacità magiche di un opale, aste milionarie, una moglie ormai indifferente e una bellissima amante mantenuta in un appartamento, anelli di brillanti impegnati al banco dei pegni per prorogare scadenze, le cene in famiglia con tutto il parentado ebraico.

Qualche giorno della vita di Howard a cui dà verve un Adam Sadler mai a riposo, tra sorrisi, incazzature, espedienti da improvvisare e lividi fisici e morali, questo è Diamanti grezzi, un Trainspotting borghese in cui la droga è rappresentata da quei piccoli e brillanti pezzi di pietra che valgono vite umane.

Ridiamo, ci preoccupiamo, parteggiamo, fatichiamo a stare a dietro all’ipercinetico Howard fino a che attraverso un forellino di proiettile ci proiettiamo nell’immensità del cielo. Eravamo partiti dalla terra senza speranza e dalla miseria umana, finiamo con la speranza del cielo e dell’ultraterreno.

Niente sala per questo… diamante grezzo dei fratelli newyorchesi che partono dalle storie raccontate dal padre che lavorava al Diamond District di Manhattan per questo ritratto senza respiro di un uomo e di un pezzo di umanità, meno male che Netflix c’è…

Apple (I-phone) e le citazioni per Mercedes e Amazon il product placement principale del film.

Stefano barbacini

©www.dysnews.eu

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