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CINEMA
13 Ottobre 2018 - 14:54

7 ELEVEN E ARTE MODERNA TRA CINISMO E REALTA'

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The square (Ruben Ostlund, Svezia, 2017)
7 ELEVEN E ARTE MODERNA TRA CINISMO E REALTA'

“Ho pensato a lui (al protagonista ndr) come a qualcuno di molto vicino a me, qualcuno che crede ai valori umanistici, che si sforza di promuoverli; e qui, allo stesso tempo, quando si ritrova in certe situazioni della vita reale, si mette a fare cose che sono in contraddizione con i valori morali che difende” (Intervista a Positif sul film)

Queste parole del regista Ostlund  (in Italia è arrivato il precedente, notevole, Forza maggiore) esplicano il “senso” del film e il mondo dell’arte moderna viene preso come esempio sommo per dimostrare questa dicotomia tra buoni propositi, grandi teorie e bassezze umane, piccole vigliaccherie nella pratica.

Il protagonista interpretato dall’ottimo Claes Bang (carismatico, ricco, potente, socialmente impegnato) direttore di un museo di arte moderna è vittima nelle tre occasioni che gli si presentano nel plot proprio di questa differenza tra il pensare e l’agire.

Nel momento in cui gli rubano il cellulare, su consiglio del “fedelissimo” e “moderno” collaboratore (che si dimostrerà egli stesso vigliacco e traditore), ha la bella pensata di invadere gli appartamenti del condominio dove pare sia stato rintracciato il cellulare di lettere minacciose accusando tutti del furto. In pratica, trattandosi di un condominio abitato da povera gente, tutti secondo lui potrebbero essere colpevoli  proprio perché “miserabili” e quindi potenzialmente “ladri”.  Per uno che normalmente si mostra compassionevole e aperto nei confronti dei barboni (offre cibo ad una di loro ma si scoccia delle pretese di questa) e che dirige un museo in cui ospita opere che professano solidarietà e giustizia, non male.

Altro episodio riguarda i suoi rapporti con una giovane giornalista (Elizabeth “handmaid” Moss) che reputa totalmente inadeguata a parlare di arte ma che sopporta unicamente perché se la vuole portare a letto (cosa che capiterà dopo che si era ripromesso di non farlo e causerà dolore nella ragazza che pensava a qualcosa di più serio mentre per lui era solo sesso fugace ottenuto grazie alla sua “superiore” posizione). Dopo il rapporto sessuale non vorrà lasciarle il preservativo probabilmente perché impaurito dall’uso speculativo che potrebbe farne dimostrando tutta la sua presunzione egoistica.

Infine l’episodio più grave, cioè quello in cui il nostro deve presentare al pubblico la prossima opera da lui curata al museo, The Square, appunto. Si tratta di un’installazione di un’artista sudamericana che dovrebbe consistere nel creare uno spazio quadrato entro il quale amore e giustizia devono trionfare, ma l’obiettivo dell’artista viene traviato da due collaboratori di Claes che si inventano un video in totale contrasto con l’opera stessa in cui all’interno del quadrato una bambina povera e miseranda viene fatta esplodere; provocazione voluta per far pubblicità utilizzando lo scandalo per lanciare l’opera stessa. Qui il discorso si fa più ampio perché durante una massacrante (per lui) conferenza stampa si intrecciano i mai risolti problemi che riguardano finzione/realtà, morale/cinismo, libertà di espressione/limiti della stessa, solidarietà/sfruttamento, arte/provocazione gratuita.

Comunque se tutto il resto del film sparisse e restasse solo la stupefacente sequenza dell’uomo-scimmia in cui persone della buona società, artisti, benpensanti politically correct e benefattori in smoking e abiti da sera si ritrovano ad essere coinvolti in una performance di un artista che, interpretando un gorilla, li coinvolge tra fiction e realtà sfociando in una violenza assurda che dimostra quanto labile sia il confine tra ragione e istinto bestiale, questa basterebbe per racchiudere tutto ciò che il film vuol significare.

Le influenze di Ostlund da lui dichiarate si vedono tutte (Roy Andersson, Korine, Haneke e, naturalmente, Bunuel) e il film che ha vinto la Palma d’oro di Cannes è assolutamente da recuperare per chi non lo ha ancora visto.

7 eleven è la star del product placement nel film in cui troviamo anche la brand di moda AMI, computer HP e scarpe Vans.

STEFANO BARBACINI

The Square

Regia: Ruben Ostlund
Data di uscita: 09/11/2017
Brand:
7-eleven

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