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Cinema

13/01/2012
BARBA E DINTORNI
Godard e la pubblicità (3)
BARBA E DINTORNI

CHARLOTTE ET SON JULES – Jean Luc Godard (1958)

 

Ultimo corto di Godard prima del grande esordio nel lungometraggio.

Grazie al regalo fattogli da Chabrol degli scarti di pellicola del suo primo film, Godard riprende la Charlotte di "C. et Veronique" sempre interpretata dalla sua compagna, l’attrice Anne Colette a cui affianca non più Brialy ma un giovanissimo e già esuberante Jean Paul Belmondo.

"Charlotte et son Jules" omaggio a Jean Cocteau da un testo del quale prende spunto, inizia con la ragazza che entra nell’appartamento di Belmondo (il film è tutto girato dentro la vera camera d’albergo di Godard, dove il regista ancora a corto di soldi viveva) e viene investita da un fiume di parole da parte dell’uomo. Si capisce che i due hanno avuto una storia ma poi lei se ne è andata con un regista cinematografico (…solo per far carriera – la accusa lui) ed ora, egli è convinto che Charlotte stia tornando (-perchè non puoi fare a meno di me-) e si dichiara disposto a perdonarla. Per tutta la durata del corto Belmondo insulta, accusa, perdona, riconcilia e intanto parla un po’ di tutto in un monologo tutto godardiano: egocentrico, misogino e schizofrenico.

La Colette non riesce a dire nulla, subisce divertita facendo smorfie alle spalle dell’uomo che neppure la guarda preso com’è dal suo narcisistico e trombonesco favellare. Alla fine quando riuscirà a spiccicar parole dirà semplicemente: “Sono venuta solo per riprendere il mio spazzolino da denti” e se ne va…

L’operazione già di per sé autoreferenziale la diventa ancor di più per il fatto che il doppiaggio del film viene fatto direttamente da Godard a causa di un impedimento di Belmondo. In pratica il protagonista delira con la voce di JLG stesso!

Ed è assai divertente sentire parole come: “perché fare del cinema? Trovo che sia disonorevole e fuori moda. Cos’è il cinema? Un faccione che fa delle smorfie in una piccola sala. Il cinema è un’arte illusoria!” dette dal regista stesso!

Godard sperimenta e studia, la camera si aggira nervosamente (come agitato è il muoversi di Belmondo) per la stanza e JLG si diletta in piccole trovate come piegare la cinepresa a destra e a sinistra obliquamente seguendo la testa di Charlotte.

Il film è stato presentato insieme ad “une histoire d’eau” solo tre anni dopo, successivamente al successo di “A bout de souffle” scatenando critiche eccessive sull’egocentrismo e l’arroganza della giovane firma dei Cahiers, senza considerare che i corti precedenti al suo clamoroso esordio erano principalmente una palestra in cui Godard si allenava a diventare… Godard.

Durante il film viene inquadrato un foglio di FRANCE SOIR e ad un certo punto Belmondo grida: “ torna con me ti comprerò un’ALFA ROMEO”. I riferimenti alle auto sono una passione personale di Godard a cui sono sempre piaciute e già anche nei precedenti corti abbiamo visto come siano sempre presenti, pertanto probabilmente non si tratta di voluto product placement. Ma che dire di quella latta di MOBILUBE che si trova su di un mobile della camera ben in vista? Che ci fa lì una confezione di lubrificante per auto?


Stefano Barbacini

 

 

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