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CINEMA
12 Gennaio 2018 - 23:23

LA GUERRA E' DIVENTATA UN GAME DA X-BOX?

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Good kill (Andrew Niccol, USA, 2014)
LA GUERRA E' DIVENTATA UN GAME DA X-BOX?

Guerra 2.0. Era dei droni. I militari dell’Aviazione sono “costretti” a starsene in una stanza vicino a Las Vegas (dove notoriamente nulla è vero e tutto è riproduzione) a bere caffè e a giocare alla guerra. L’abilità è più quella di un campione di videogiochi che si addestra con l’X-BOX  per un gioco di guerra “sparatutto” dove, però, la gente muore sul serio, dall’altra parte del mondo, in Afghanistan. Basta schiacciare un bottone senza rischiare nulla. Good Kill.

Poi la CIA ci si mette di mezzo e gli obbiettivi che dovrebbero essere i terroristi conosciuti diventano tutti quelli che sono minimamente sospettati, senza verifiche e senza l’accortezza di aspettare che non vi siano nei dintorni donne, civili o bambini. Perdite “necessarie”. Così Ethan Hawke nei panni del Maggiore Thomas Egan, che è l’incaricato a “schiacciare il bottone”, diventa un vero e proprio serial killer legalizzato. Ma lei non ha nulla da dire? Gli chiede la collaboratrice che qualche scrupolo morale comincia a farselo (siamo come i terroristi, uccidiamo i soccorritori), in mezzo a colleghi maschi dall’atteggiamento razzista e torturatore, i vendicatori dell’11 settembre… La risposta è semplice e netta: io eseguo ordini.

Ma la coscienza va tenuta a bada con  alcool e isolamento dagli altri. Se non altro perché Egan si sente un vigliacco a non rischiare nulla seduto in una stanza ben fresca di condizionamento d’aria. Lui si sente un pilota ancora e vorrebbe essere là, in zona di guerra. Se proprio c’è da ammazzare almeno che ci sia un minimo di rischio personale. La differenza tra la caccia e la corrida?

Turbamenti che fuoriescono, non si riescono realmente a seppellire e la vita privata, quella che ha con due bei bambini e una moglie splendida (January Jones) rischia di andare verso il fallimento. Fino alla svolta. Vi è un momento in cui non ce la fa più ad uccidere innocenti e disubbidisce agli ordini. Non schiaccia il bottone. Non ubbidisce più.

Aridità di paesaggi, durezza di territori e anime. Non vi è giustizia a questo mondo e non vi è umanità in qualunque guerra.  Anche quando si cerca “la giustizia” si rischia di far danni.

Andrew Niccol, campioncino della fantascienza umanistica e sceneggiatore dalla riflessione problematica sul futuro che ci attende (The Truman Show, Gattaca, S1m0ne, In time, The host…) realizza una nuova opera “spettacolare” con riflessione impegnata annessa. Stavolta lo sbilanciamento è più verso quest’ultimo piatto della bilancia (forse anche un pochino in eccesso didascalico).

Good kill è un film che spera di poter intaccare le convinzioni di chi vede il bene tutto da una parte e il male dall’altra per cui il fine giustifica il mezzo. Pura Democratic Hollywood.

X-BOX è sicuro product placement accompagnato da poca roba, SONY (schermi da cui si osserva la vita afgana), Bud e vodka (Sinowka) in quantità. L’auto del protagonista è una Pontiac Firebord.

STEFANO BARBACINI

Good Kill

Regia: Andrew Niccol
Data di uscita: 05/09/2014
Cast:
Ethan Hawke
Brand:
Ford

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