Facebook Twitter Canale Youtube RSS
CINEMA
11 Gennaio 2018 - 23:22

LA PROVINCIA AMERICANA TANTO DARK NONOSTANTE LA DOLCE COLAZIONE A BASE DI FROOT LOOPS

 Print Mail
Tre manifesti a Ebbing (Martin McDonagh, USA, 2017)
LA PROVINCIA AMERICANA TANTO DARK NONOSTANTE LA DOLCE COLAZIONE A BASE DI FROOT LOOPS

Cartelloni spogli e con pochi brandelli di manifesti pubblicitari svettano nella vasta campagna di Ebbing, Missouri, fantomatica cittadina della provincia americana. Qui giunge Frances McDormand, madre distrutta e indurita dalla morte della giovane figlia stuprata, uccisa e bruciata qualche mese prima. Arriva carica di rabbia e decisa a vendicare la figlia, a far smuovere una polizia che sembra non interessarsi molto della cosa. Quegli scheletri di tabelloni le danno un'idea, quella di appiccicarvi manifesti con frasi contro l'inefficienza della polizia e del suo capo, Willoughby (Woody Harrelson). Detto fatto tutto ciò causa scompiglio nel paesino e scatenerà vari eventi...

Una sceneggiatura maledettamente ben congegnata che, attenzione, non porta da nessuna parte, a nessuna catarsi, ma vuole solamente accompagnarci in un viaggio allucinante nella provincia del sud dell'America di Trump, quella nazione  in cui “se non di si può fidare di avvocati e pubblicitare, cosa resta dell’America?”. Resta quell’America che Martin McDonagh ci illustra con impietoso sguardo portando in evidenza razzismo, violenza, famiglie (compresa quella della protagonista) in cui tutti si odiano, insultano, picchiano. Mariti ubriaconi, madri nostalgiche di un sud “in cui si potevano picchiare i neri senza problemi”, poliziotti violenti e ignoranti, “brave” persone che nell’ombra si ergono a giudici e giustizieri… una fauna umana che il, poco, black humour del film rende ancora più allucinante invece di alleggerire la tensione.

Un film impregnato di morte che però dalla morte riesce a raccogliere un filo di speranza tramite il personaggio “cristologico” di Harrelson che con la sua passione, e utilizzando alcune lettere lasciate in eredità, rappresenterà una svolta positiva nelle vite dei più terribili personaggi di questo film: la stessa Mildred/McDormand cieca di rabbia e il poliziotto Dixon di Sam Rockwell cieco di ignoranza e razzismo.

Tre manifesti a Ebbing, Missouri,  film vincitore del Golden Globe, parte dai Coen (e la McDormand, eroina tra le più impietosamente cazzute e vendicative viste al cinema, ce lo ricorda subito) per arrivare ad una più personale narrazione che vuole rompere la linearità per esplodere e rilasciare tante schegge impazzite e pericolose verso uno spettatore costretto ad un sorriso preoccupato. Una visione infernale (e ce lo ricorda l’immagine della McDormand impotente di fronte alle fiamme che bruciano i “suoi” manifesti) del mondo moderno.

Se non è eccessivo il product placement che vede FORD e TOYOTA tra le auto, la televisione RCA e, soprattutto, cereali FROOT LOOPS e birra THE DUCK RABBIT, è abbondante la presenza di location placement per locali della North Carolina (dove è realmente girato il film). Principalmente il mitico locale TOWN PUMP TAVERN, l’elegante ristorante J. ARTHUR’S PRIME RIBS e il negozio dove lavora Mildred (Southern Charm Gift Shop). Infine ricordiamo una citazione di GOOGLE.

STEFANO BARBACINI

Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Regia: Martin McDonagh
Data di uscita: 11/01/2018
Brand:
Google

Attenzione: l'accesso ai link č riservato agli abbonati Dy's World


©www.dysnews.eu

Share |