Facebook Twitter Canale Youtube RSS
CINEMA
10 Maggio 2020 - 10:23

FIAT PROTAGONISTA DEL NOVECENTO

 Print Mail
Martin Eden (Pietro Marcello, Italia, 2019)
FIAT PROTAGONISTA DEL NOVECENTO

Pietro Marcello è autore finora ai margini, elogiato da critica e pubblico cinefilo per le sue opere sempre in bilico tra fiction, documentario e sperimentazione visiva. Lo ritroviamo con sorpresa alle prese con un classico della letteratura, il Martin Eden di Jack London. L’ennesimo esempio di un autore che si esprime con un cinema personale e fuori dagli schemi risucchiato dalla produzione e costretto alla narrazione classica?

La risposta è fortunatamente no. Il regista pur restando piuttosto fedele alla trama del libro non devia assolutamente dalla sua sensibilità e va avanti per la sua strada. Inserimento di immagini di repertorio, ambientazione temporale illogica, immagini ricercate, approccio anarchico alla materia. Il protagonista diventa un viaggiatore nel tempo e nelle società, un fuori casta, un marinaio che prima cerca (per amore?) di inserirsi nella borghesia cercando di diventare scrittore perchè lì sta la conoscenza per poi capire che invece il suo sguardo è quello di un uomo del popolo, degli emarginati che sono l'unico argomento di cui vuol parlare con la sua letteratura dura e senza compromessi. Viaggiatore del tempo perchè il film non è ambientato in un’epoca precisa ma attraverso il novecento senza logica temporale così da far diventare il proprio protagonista, marinaio napoletano, un icona dell’anti-ideologia, una scheggia impazzita uscita dalla lotta tra capitalismo e socialismo, cultura e fame, borghesia e proletariato. Martin Eden in tutto questo resta lui stesso, la sua è una battaglia per ritagliare un posto per se stesso slegato da qualsiasi movimento di pensiero, una lotta per salvare la sua individualità da qualsiasi ideologia che cerca di tirarlo a sè per la giacchetta. Otterrà fama e affermazione ma non riuscirà ad adeguarsi alle convenzioni distruggendosi da solo, rifiutato prima e sfruttato poi come macchina da denaro.

Su “Robinson” inserto della Repubblica del 1 maggio in un articolo di Luca D’Andrea su Celine leggo che difende la propria scrittura da qualsiasi tentativo di manipolazione “per ribadire la propria identità. Che è il motivo per cui questo scrittore, fra i più grandi della letteratura francese, ne è anche il più disprezzato(...)L’ideologia divide i buoni dai cattivi a seconda della convenienza. L’ideologia è irrazionale e come tale preferisce la stretta di mano al momento giusto all’analisi. Celine rappresenta la somma e lo specchio di tutte le contraddizioni delle ideologie novecentesche.”

Ecco, il Martin Eden di Marcello è così, irreggimentabile, impossibile da ridurre a convenzione. E questo ci piace pensare anche del cinema del regista e il suo ultimo film probabilmente ha trovato contrarietà (per fortuna poche, in generale la critica lo ha bene accolto) proprio per l’incapacità di farne un vessillo di parte.

Fiat come product placement è quasi scontato, chi meglio della fabbrica torinese ha attraversato da protagonista la storia del novecento?

Stefano barbacini

Martin Eden

Regia: Pietro Marcello
Data di uscita: 29/12/2019
Brand:
Fiat

Attenzione: l'accesso ai link č riservato agli abbonati Dy's World


©www.dysnews.eu

Share |