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CINEMA
10 Febbraio 2019 - 17:15

DIARIO VISIVO

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Peccatori in blue jeans (Marcel Carné, Francia, 1958)
DIARIO VISIVO

Film sul disagio giovanile che inizia alla grande immergendosi tra i giovani corpi per esplorarne le menti ribelli quelle della generazione del dopoguerra che manifesta la volontà di andare contro i canoni borghesi. Siamo dieci anni prima il ’68 ma le idee sono già tutte lì, il sogno di libertà soprattutto sessuale, gli slogan “contro” (Lavorare è nauseante oggi, serve a crepare di fame; La società si è suicidata; La vera libertà è dar retta ai propri istinti; La fedeltà è uno sporco sentimento borghese; Non credo più a nulla; L’amore limita la libertà dell’individuo ecc.), il jazz precursore del rock progressivo sessantottino, l’alcol (al posto della droga), i furti per vivere senza dover lavorare “borghesemente”. Siamo tra gli esistenzialisti, ma l’idea che ne dà Carné è di una generazione senza un vero obbiettivo, allo sbando nel mare della vita.

E’ una rivolta fatua e di ragazzi annoiati, futili e vogliosi di portare le cose all’estremo per provare emozioni. Carné non ci va giù leggero (tanto che se recuperate la versione italiana che è passata in tv vedrete che manca mezzora di film) con alcol a fiotti, sesso sfrenato, omosessualità esibita, frasi “rivoluzionarie” e tutto questo nel 1958… Peccato che poi il punto di vista non sia neutro ma moraleggiante e quando arriva l’amore vero questo si fa perturbante e mette i protagonisti davanti alla loro debolezza trasformando lo sguardo su questa generazione da problematico ad “educativo”.

Un giovane di buona famiglia, Bob (Jacques Charrier), si trova in mezzo a questa manipolo di sfrenati ragazzi, tra cui i giovanissimi Jean Paul Belmondo e Laurent Terzieff che interpretano i due “maledetti”, e in mezzo ai party organizzati dalla bella, ricca e amorale Clo (Andrea Parisy) la quale subito lo circuisce e lo porta a letto. La sua migliore amica Mic (Pascale Petit) è pur essa ragazza che non ci pensa due volte a far sesso spicciolo usando il proprio corpo come più le aggrada ed infatti subito si butta anche lei sul nuovo arrivato. Le sue aspirazioni sono libertà, sesso e macchine di lusso (vuole assolutamente possedere una JAGUAR). Se non ché scopre un sentimento che mai ci si sarebbe aspettati da lei, si innamora e… lui pure arrivando addirittura ad accettare di partecipare ad un ricatto per riuscire ad avere i soldi per acquistarle l’auto. Giunto a limiti estremi che non appartengono al suo ceto e a causa di fraintendimenti con Mic, Bob si defila e se ne va ma si rode il fegato per l’amore che sta perdendo. Tornato con la sua VESPA in mezzo agli amici farà ingelosire Mic promettendo di sposare Clo (matrimonio puramente di facciata per riparare all’errore di Clo, essere rimasta incinta). Mic davanti a ciò fugge e praticamente si suicida gettandosi con la sua Jaguar contro un camion.

Françoise Audé nel suo già citato Ciné-modèles cinéma d’elles (Ed. L’age d’Homme,1981) prende ad esempio il film per scagliarsi contro la morale che prima crea personaggi di femmine libere e che vanno contro la figura della classica ragazzina da film sentimentale tutta famiglia e buoni sentimenti per poi nel finale dare un giudizio negativo spingendone una addirittura al suicidio.  

Scrive l’Audé:  Clo(…) figlia di buona famiglia restata incinta finisce per sposare il ragazzo della suo ceto sociale Bob (…) che non ama. La sua decisione è poco credibile, poco in accordo con il suo personaggio di ragazza fredda. Sarebbe stato più verosimile che passasse da una clinica privata per sbarazzarsi del suo feto intempestivo (…). L’altra, Mic (…) d’origine proletaria, afflitta da un fratello bravo-operaio-positivo (…) tenta una trasgressione di classe. Segretamente innamorata di Bob, non sopporta la perdita e si suicida. Tutto ciò che circonda il personaggio di Mic veicola una morale ristretta. Il suo suicidio è autopunitivo. Indica che l’emancipazione sessuale è solo un miraggio.

Ben fornito il reparto product placement partendo dagli oggetti di culto del periodo (il Jukebox, la Vespa, la Jaguar) e dai locali di moda parigini (La Pergola, Le Stick Club, Le Bonaparte) per arrivare ai soliti, numerosi, portacenere da bar con le pubblicità di Pernod, Martini, Pastis 51. A più riprese troviamo Coca Cola, poi Perrier, France Soir, Polydor, Philips…

STEFANO BARBACINI

Les tricheurs

Regia: Marcel Carne
Data di uscita: 01/01/1958
Brand:
Jaguar

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