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CINEMA
9 Febbraio 2020 - 18:56

DIARIO VISIVO (Salvatore Samperi)

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UCCIDETE IL VITELLO GRASSO E ARROSTITELO (Salvatore Samperi, Italia, 1970)
DIARIO VISIVO (Salvatore Samperi)

Il ritorno del figliol prodigo (malaticcio ed emaciato, personaggio Bressoniano che ricorda i protagonisti dei romanzi russi ottocenteschi) è costellato da scene di morte e putredine. I vitelli vanno al macello, il padre morto nella bara il cui cadavere viene avvelenato “per sicurezza”, la vecchia badante pazza Italia preannuncia morte agli elementi della famiglia “bucata come un lenzuolo pieno di buche”, si spara alla carcassa di un cane sulla spiaggia. Avelli, cimiteri. Ancora macello e vomito. Malessere. “La morte è più dolce della vita” lascerà detto la madre morta anni prima, la madre di cui Enrico (Maurizio Degli Esposti) fa feticcio rispolverandone gli abiti e le registrazioni vocali per riempire un buco esistenziale. Buco che da sempre cerca di riempire la sorella Verde, una Marilù Tolo “dagli occhi velenosi ma pieni di miele e candore”, colei che da anni sostiene la famiglia all’ombra di un padre incapace nell’amministrare la fabbrica di proprietà ed un fratello (Cesare/Jean Sorel) ambizioso e senza scrupoli.

Una famiglia su cui aleggia un’aurea negativa, qualcuno addirittura parla di una maledizione per atti terribili del passato da pagare con la morte misteriosa di un suo membro ogni dieci anni. Una famiglia in cui le tensioni incestuose sono una realtà. Enrico tenta di fuggire da Cesare portandosi con sé Verde. Ma la prospettiva di perdere tutto non aggrada alla donna e a Cesare “che tutto posso permettere ma non che venga messa in pericolo la “solidità” della famiglia…”

Uccidete il vitello grasso e arrostitelo è il più cupo e disperato film della trilogia “antiborghese” di Samperi, con argomentazioni pesanti (omicidi e incesti come fosse normalità…). Il climax sessantottino dei “colleghi” Agosti e Bellocchio si intreccia con il giallo all’italiana facendone uscire un’opera ambiziosa e feroce ma piacevole nei suoi sviluppi di genere. La tragedia greca che fa capolino tramite la figura della vecchia pazza fa da coro e riassume il senso: la povera Italia resa pazza dai troppi Cesare ambiziosi, potenti e criminali.

Product placement che ai classici MARTINI, J&B e acqua PEJO aggiunge le sigarette ASTOR in un’apparizione in verità piuttosto laterale.

Stefano barbacini

Uccidete il vitello grasso e arrostitelo

Regia: Salvatore Samperi
Data di uscita: 01/01/1970
Cast:
Marilu Tolo
Brand:
Martini
Pejo

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