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CINEMA
8 Maggio 2022 - 21:45

OMAGGIO A LINO CAPOLICCHIO (E GIANNI CAVINA)

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La casa dalle finestre che ridono (Pupi Avati, I, 1976)
OMAGGIO A LINO CAPOLICCHIO (E GIANNI CAVINA)

A pochi mesi di distanza sono morti due grandi attori che sono stati i protagonisti di uno dei migliori film italiani di sempre (il mio cult preferito insieme a Profondo Rosso): La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati del 1976.

La storia è semplice e un po' ricorda Giorno maledetto di Sturges. Un uomo, in questo caso un restauratore di quadri (Lino Capolicchio) viene invitato in un paesino per restaurare un quadro trovato all'interno di una chiesa che era stato dipinto da un pittore pazzo, Buono Legnani, che era tornato al paese dopo un lungo periodo di tempo in Brasile dove aveva praticato stregoneria, incesto e chissà quali altre pratiche.

In realtà il protagonista era stato raccomandato da un suo amico ricercatore che aveva scoperto cose mostruose che gli avrebbe raccontato dopo averlo portato in una casa dalle finestre che ridono. L'amico muore troppo presto per mostrargli qualcosa e a quel punto toccherà a lui risolvere il mistero, anche perchè rimasto invischiato in qualcosa di molto pericoloso.

Un paesino fra Ferrara e Comacchio nasconde scheletri, morti e misteri da fare invidia alla faccia nera di New Orleans. Nessuno si salva a parte il protagonista, la sua fidanzata e un taxista alcolizzato (Gianni Cavina) che sa tutti i segreti e detiene anche tutti i product placement del paese. Guida la Mercedes, quando gliela tolgono guida la moto Guzzi. Quasi si confessa sotto un cartello dell'aperitivo Select e per bere un Campari soda è costretto ad andare fino a Ferrara.

Inquietante, angosciante con il protagonista che (a parte pochissime scene) è sempre in scena anche con soluzioni hitchcokiane.

Con un finale che nonostante lo conosca a memoria mi lascia sempre con il fiato sospeso. Non un cult, Un supercult

Gerardo Corti

La casa dalle finestre che ridono

Regia: Pupi Avati
Data di uscita: 01/01/1976
Location: Ferrara

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