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CINEMA
8 Aprile 2021 - 18:32

LA ZOOM-VISION HORROR

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Host (Rob Savage, GB, 2020)
LA ZOOM-VISION HORROR

Instant movie-Covid arriva dall’Inghilterra al BIFFF 2021. Uno di quelli che, ho paura, saranno molti esperimenti di Zoom-vision. Sfruttando l’isolamento a cui ci ha costretto il Coronavirus i registi si inventano questo nuovo modo di creare un film (che proprio nuovo non è visto che si va inserire nel filone estetico del POV e dei film girati tutti in webcam già di “moda” prima dell’arrivo del virus). In questo caso la soggettiva horror di The Blair Witch Project viene sostituita dalla webcam del laptop convogliata nella classica conference-call di Zoom che tanto bene abbiamo imparato a conoscere.

Cosa simile è già stata fatta anche in Italia ad esempio con l’ultimo episodio de “I delitti del bar Lume” e se concettualmente può essere interessante la cosa (speriamo però nessuno ne abusi…) esteticamente è disastrosa. Veramente non se ne può più di schermi a quadretti con i vari partecipanti inquadrati che quasi giornalmente ci dobbiamo sorbire e che questo ci venga anche riproposto in quello che, si spera un giorno torni ad essere cinema, non penso si possa tollerare.

Il buon Rob Savage ha almeno l’idea di girare in questo modo un film horror, al fine di non tediare troppo, che ricalca i canoni del tipico POV con presenze fantasmatiche dando all’inizio anche qualche interessante emozione prima di diventare un concentrato (piuttosto scontato) di effetti digitali. Sei amici, cinque donne e un uomo, di cui una che si interessa di occultismo, decidono di fare una specie di seduta spiritica 2.0. L'evocazione degli spiriti dei morti senza molte sorprese apre la "solita" porta dell'aldilà a demoni che cominciano a "giocare" con i nostri. Paura e dolore...

Ben recitato, niente da dire, ma un esperimento da prendere per quello che è: un passatempo (tra l’altro il film è praticamente un mediometraggio con una durata che supera di poco i 40 minuti “free” che concede l’applicazione) giusto in attesa di poter tornare a fare veri film. Preoccupa invece l’esaltazione critica che vedo su IMDB mi fa capire o che ormai sto virus ha fatto danni anche tra i critici oppure che il senso estetico se ne sta andando a far benedire tra videocam, videogiochi, telefonini e social vari…

Infine una nota sulla credibilità di alcuni passaggi con gente in fuga terrorizzata che corre con un laptop in mano per poter riprendere quello che succede (già spesso si faceva fatica a crederlo quando questa era una semplice videocamera nei POV…), ci si chiede se a manovrare il computer sono direttamente gli spiriti o se oltre i banchi a rotelle siano stati inventati anche i pc a rotelle…

Ovviamente grosso product placement per Zoom ma pure Instagram e Pornhub sono citati, compagni di molti in questi mesi di clausura forzata.

Stefano barbacini

www.dysnews.eu

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