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CINEMA
7 Giugno 2020 - 18:42

DIARIO VISIVO (Salvatore Samperi)

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Un'anguilla da 300 milioni (Salvatore Samperi, Italia, 1971)
DIARIO VISIVO (Salvatore Samperi)

Dopo i suoi esordi “politico-erotici” e prima dei cult… maliziosi, Salvatore Samperi passa alla commedia infarcendola però sempre di un discorso sociale (i poveracci alla fine la prendono sempre in quel posto e i ricchi o presunti tali utilizzano crudeltà e inganno per fregarli…).

Ambientazione particolare, nelle lagune attorno a Caorle, in cui troviamo il pescatore di frodo di anguille Lino Toffolo che, aiutato da un ragazzo del posto, sopravvive vendendo il pescato alle trattorie del luogo in perenne fuga da Mario Adorf nei panni di una guardia comunale addetta appunto ad impedire questo crimine.  Giovanni Boscolo detto “Bissa”, soprannome partigiano, è il personaggio interpretato da Toffolo, vive di ricordi e delle 6000 lire di pensione per i servigi alla Patria (che arrotonda con la pesca altrimenti non ci vivrebbe) ed un bel giorno incontra il suo vecchio capo partigiano Gabriele Ferzetti (Vasco il nome del suo personaggio nella Resistenza) che gli affida insieme a una manciata di mille lire sua figlia Tina (Ottavia Piccolo) a suo dire drogata e bisognosa di passare alcuni giorni in un posto isolato come è la capanna in cui vive Bissa.

La ragazza arriva e racconta di essere stata rapita e che il sedicente Vasco non è suo padre. Nel frattempo un incidente in auto sembra decretare la morte di Ferzetti. A questo punto la ragazza racconta che il suo patrigno la maltratta e ha cercato di violentarla e per fargliela pagare chiede a Bissa e allievo di aiutarla a portare a buon fine il suo rapimento chiedendo 300 milioni di lire a suo padre. Bissa è restio ma quando scopre che le anguille congelate della Findus soppiantano le sue forniture presso le trattorie e che rischia seriamente di non avere di che vivere accetta. Inizierà da questo punto un gioco pericoloso che trasforma la commedia in qualcosa di diverso fino ad un paio di switch finali.

La corrosiva denuncia contro la borghesia che ci aveva dato Samperi nei primi due film si stempera tra giallo e commedia mettendo assieme un prodotto comunque godibile e che non cancella del tutto gli interessi del regista tra un poco di erotismo (la Piccolo ci concede un nudo notevole post-bagno con i due che spiano dalla finestra in perfetto stile da commedia erotica italiana) e qualche frecciata antiborghese (oltre che nel personaggio di Ferzetti e della Piccolo anche in quello di Senta Berger che interpreta una contessa vedova ninfomane che copula sia con Bissa che con il guardiacaccia al… cimitero davanti alla tomba del marito! Un cuckold dall’aldilà!)

Al solito non siamo d’accordo col Dizionario Mereghetti che la liquida come “pochade senza idee”, intanto non è una pochade altrimenti potremmo definire così anche “Les diaboliques” e non mi sembra il caso, ma poi le idee ci sono (come in molto cinema di genere italiano liquidato troppo in fretta dalla critica) e se a chi ha scritto la breve recensione non piacciono è un altro discorso.

Molto product placement a cominciare dalla già citata FINDUS per proseguire con le pubblicità su molti muri di locali e del paese (Farema, Rex, Vite d’oro grappa friulana, Pirelli…), poi vi è un acquisto di Tampax ben sottolineato, la Lambretta, Il Gazzettino, i trasporti FAP e una mitica radio Geloso.

Per chi era ragazzo negli anni ‘70 è veramente nostalgico vedere l’interno di un’edicola d’epoca con L’Uomo Ragno della Corno, i fotoromanzi (Sogno) ma soprattutto l’indimenticata Cronaca Vera!

Stefano barbacini

Million Dollar Eel

Regia: Salvatore Samperi
Data di uscita: 01/01/1971
Cast:
Lino Toffolo
Brand:
Pirelli
Findus

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