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CINEMA
6 Febbraio 2021 - 20:15

DIARIO VISIVO (Andy Sidaris)

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Do or die (Andy Sidaris, USA, 1991)
DIARIO VISIVO (Andy Sidaris)

Il cinema di Andy Sidaris con questo film diventa serializzazione a tutti gli effetti e di conseguenza anche standardizzazione. Abbiamo sempre le due nostre agenti (ancora la Spier e la Vasquez) minacciate da un “cattivo” che vuol vendicarsi perchè le nostre due gli hanno pestato i piedi troppo spesso. Ma costui, il Pat Morita mentore di Karaté Kid, quando le cattura non le uccide subito (grosso errore) ma sadicamente vuole giocare come il gatto col topo lasciandole libere e iniziando una vera e propria caccia alla donna utilizzando sei coppie di assassini alle sue dipendenze.

Le nostre eroine si ricompattano però con gli altri agenti che in gran parte già conosciamo (Shane Abilene, Bruce Christian, Lucas il coordinatore, la cantante di notte e agente di giorno Edy Stark la quale ci delizia con un numero country con... le chiappe al vento...) a cui si aggiunge il colonnello Rico Estevez interpretato da Erik Estrada, che da supernemico in Guns passa dalla parte della giustizia. La squadra così formata compone la L.E.T.H.A.L. Force (Arlene & Andy Sidaris Copyright...). Le coppie di assassini, le più variegate, vengono tutte abbattute, chi in elicottero (una coppia di palestrati) con un bastone da passeggio che diventa lanciamissili..., chi fatto esplodere nel suo... maggiolino verde pisello (la giunonica Ava Cadell – che spreco – e il compagno), chi arrestato (una coppia di falsi cuochi cajun avvelenatori), chi fatto esplodere con una pallina da baseball... esplosiva (due motociclisti travestiti da pescatori), chi freddato dopo un inseguimento acquatico (due uomini in acquascooter) e chi abbattuto a colpi di armi e arti marziali (due ninja non particolarmente... letali).

Come dicevo il giochino però comincia a farsi un po’ troppo schematico, nel film le azioni (per altro meno fantasiose che nei precedenti) si alternano a scene di sesso in cui possiamo ammirare i seni per lo più siliconati delle varie attrici (tra cui registriamo le new entry Ava Caldell, Carolyn Liu - playmate edizione Hong Kong - e la supermaggiorata Pandora Peaks), in maniera ripetitiva togliendo così pathos e divertimento. Anche la regia di Andy si fa più “televisiva” inseguendo lo stile delle serie tv anni ’80 (stile che sta per finire dato che è già uscito Twin Peaks e quindi la nuova era delle serie tv) e dal lato erotico allontanandosi dall’exploitation pura per diventare sempre più simile al softcore tipo Playboy TV.

Non sono d’accordo con me i tipi di Trash Times che così dicono di Do or Die “questo effetto banda rende il film così simpatico (...) il finale ritrova la follia dei debutti (con ninja e gadget esplosivi) ed è uno dei migliori film del suo autore”. A me sembra invece che sia Picasso Trigger che Guns fossero decisamente più belli.

Ancora tante auto per il product placement tra cui spiccano sempre Jeep e Kawasaki, ma troviamo anche Stormin’ Norman, Sony, Kodak, American Airlines e vario local placement delle Hawai ma anche di L.A. e New Orleans.

Stefano barbacini

www.dysnews.eu

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