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CINEMA
6 Febbraio 2018 - 22:39

RAPINA AL CREDIT GENERAL DE FRANCE E LA RICERCA DI PLACIDO NEL POLAR

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Il cecchino (Michele Placido, Italia, 2012)
RAPINA AL CREDIT GENERAL DE FRANCE E LA RICERCA DI PLACIDO NEL POLAR

Michele Placido è cinefilo e voglioso di riproporre un cinema di genere autoriale con quel sapore vintage che recupera il cinema degli anni 60-70. In questo caso si cimenta nel noir francese andando a girare oltralpe con un cast misto italofrancese. In realtà di italiano c'è poco, giusto Argentero e la figlia Violante (più un suo cameo, di Placido stesso).

Il film parte bene cercando di solcare le tracce lasciate da Corneau e Melville. Atmosfere livide, confronto tra due caratteri "forti", il commissario Mattei (Daniel Auteuil) e "il cecchino" Vincent Kaminski (Mathieu Kassovitz), che si fronteggiano in un secco dialogo iniziale (in verità monologo dato che Vincent non dice nulla).

Flashback su una rapina finita male ma salvata in extremis proprio dal fucile di precisione di Kamiski appostato sui tetti. Poi la discesa verso i sobborghi dove i reduci della rapina (tra cui Argentero ferito) hanno a che fare coi soldi bramati da tutti e da nascondere, follie personalI indirizzate dalla droga, aiuti pericolosi di personaggi dal doppio volto, tradimenti e soffiate (che portano alla cattura del "cecchino"). Il più classico dei topoi "polar". 

Fin qui tutto bene e la doppia morale del personaggio-Kaminski dà interesse al tutto. Peccato che, come spesso gli accade, Placido non sa limitare la sua irruenza ed esagera. Un truculento torturatore di donne ed efferato omicida si impone sulla scena e un passato in cui le vite di Mattei e Kaminski in qualche modo si sono intrecciate (non necessario allo spessore diegetico) complicano le cose fino ad una resa dei conti finale che riporta il tutto ad un classicismo cercato, tralasciato e poi ritrovato.

Placido non è neanche lontanamente parente con Corneau e tantomeno con Melville ma comunque svolge con sufficienza il suo mestiere e la professionalità degli attori è indiscutibile. Alla fine un prodotto a suo modo interessante.

CREDIT GENERAL DE FRANCE è la banca rapinata e parte del finanziamento del film che non vede un product placement particolarmente denso. I telefonini non sono ancora smart e le marche invisibili, le auto sono di vari tipi (lussuosa MERCEDES per la rapina, un fuoristrada TOYOTA, un'utilitaria VOLSWAGEN e anche una PEUGEOT) e poco altro. Nel finale apparizione di un pallone da calcio NIKE.

STEFANO BARBACINI

Le guetteur

Regia: Michele Placido
Produzione: Babe Film
Data di uscita: 01/05/2013
Location: Parigi
Brand:
Nike
Mercedes

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