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CINEMA
3 Giugno 2018 - 13:50

KONG: SKULL ISLAND

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Jordan Vogt-Roberts (USA, 2017)
KONG: SKULL ISLAND

Prima di parlare di Kong, l’ennesimo erede cinematografico del King Kong di Schoedsack, parliamo del viaggio nel tempo che è caratteristica principale dell’operazione vintage e nostalgica di Jordan Vogt-Roberts.

Il film inizia nel 1944 con un soldato americano in lotta con un nemico giapponese, poi ci si aggiorna al 1973 nel periodo Vietnam-Nixon (con tanto di colonna sonora a tema). E queste sono le date di che delimitano il periodo “reale” di svolgimento storico dell’azione. Ben più ampi invece i riferimenti temporali cinematografici. Da Wikipedia apprendo che il regista si è ispirato Indiana Jones e Jurassic Park quindi ai film derivativi del cinefilo Spielberg. E’ evidente che ispirandosi a queste opere che attraversano gli anni ’80 e i ’90 (per arrivare ai giorni nostri dove sempre meno si inventa e tanto si riproduce e, a volte, aggiorna), non si può evitare di non incocciare con l’immaginario “originale” e non sto riferendomi solo al King Kong di Cooper/Schoedsack (1933) ma a decine di altri film a scavalco delle varie epoche hollywoodiane. Infatti è un po' meno semplicistico di quanto scritto da Wikipedia il pensiero del regista che in un'intervista a Mad Movies così dichiara: "Come molta gente coinvolta nel nostro business, tendo a sentirmi un po' deluso di fronte alla mancanza d'interesse che gli spettatori hanno riguardo i lungometraggi classici, soprattutto a quelli in bianco e nero. Ciò che è "vecchio" sembra non interessare più nessuno. Anche all'interno del mondo del cinema: molti attori non hanno nessuna voglia di rivedere i film con Greta Garbo. Questa mancanza di desiderio mi pare shockante."

L’avventura è classica ed inizia con la scoperta del leader di una fantomatica agenzia segreta americana, la Monarch, di un’isola sconosciuta e restata tale nel tempo a causa di un perenne cerchio di instabilità meteorologica (!) e da qui parte l’organizzazione di una spedizione che vede coinvolti personaggi aderenti agli archetipi del genere (richiamando  il cinema avventuroso degli anni ’40 quello attraversato tra gli altri da Humphrey Bogart e così affascinato dall’esotico delle isole sperdute). Vi troviamo coinvolti l’avventuriero dal passato tormentato e alla perenne ricerca di se stesso, la giovane fotoreporter curiosa e affamata di verità e giustizia, un manipolo di scienziati sempre pronti a capire le esigenze della natura anche quando ostile, il militare ottuso ed ossessionato seminatore di morte. Sull’isola troveranno è vero Kong, lo scimmione grande quanto un palazzo (che è il “buono” del film nonostante abbatta uomini ed elicotteri come fossero insetti fastidiosi), ma anche tante altre creature “fantastiche”, insetti giganti,  miscele di rettili e umani, uccellacci rapaci che ricordano gli pterodattili e altro. Qui i riferimenti sono chiaramente i film di animali giganti di Jack Arnold degli anni ’50, il trittico Amicus della Terra dimenticata dal tempo degli anni ’70 ma anche (soprattutto nella lotta finale tra Kong e l’altra creatura gigantesca) i film di Godzilla & Co. degli anni ’60. Ma non finisce qui perché il cinema di Spielberg è richiamato ancora con una versione “horror” dell’ET (1982) con la bicicletta nella luna; Coppola con il suo Apocalypse Now (1979) nelle spedizione di elicotteri giunti direttamente dal Vietman con tanto ci carichi di naplam, nella follia militaresca e nella giungla ostile; l’ironia di All’inseguimento della pietra verde (1984) nei rapporti tra Tom Hiddlestone (l’avventuriero James Conrad, nome non dato a caso) e la bella Brie Larson (la fotoreporter Mason Weaver così anche Alien – 1979 è omaggiato) ma anche nel personaggio di John C. Reilly (il soldato disperso Hank Marlow e primo “conoscitore” di Kong); il cinema moderno di Peter Jackson è omaggiato non solo come autore dell'ultimo remake di King Kong (2005) ma anche grazie alle riprese aeree degli scenari australiani e hawaiani e negli effetti digitali finalmente ben utilizzati e adeguati all’operazione.

Insomma, un divertissement che promette di fare del MonsterVerse della Legendary pictures, di cui il film è il secondo capitolo dopo il Godzilla di Garreth Edwards, un’intelligente alternativa spettacolare alle saghe supereroistiche di Marvel e DC (dopo i titoli di coda vi è, come nei film di supereroi, una scena che aggancia il film alle future opere), impregnato come è non solo di immaginario dei comics (presenti in ogni inquadratura) ma anche di letteratura di genere (Verne, Conrad, il Moby Dick di Melville a cui il personaggio Samuel L. Jackson/Preston Packard fa riferimento nella sua ossessione “achabiana” per Kong).

Poco il product placement, nel film troviamo solo un numero della rivista LIFE, un riferimento al TIME e una presenza non troppo marcata KODAK

STEFANO BARBACINI

Kong Skull Island

Regia: Jordan Vogt-Roberts
Produzione: Legendary Pictures
Distribuzione: Warner Bros
Data di uscita: 09/03/2017
Brand:
Life
Time

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