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CINEMA
3 Gennaio 2018 - 23:00

DIARIO VISIVO (Janet Agren)

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Pussycat, Pussycat, I love you (Rod Amateau, USA, 1970
DIARIO VISIVO (Janet Agren)

Pussycat, Pussycat… ti amo, nasce come seguito al successo di Ciao Pussycat il film commedia scritto e interpretato da Woody Allen, diretto da Clive Donner e con protagonisti Peter Sellers e Peter O’Toole. Da questo punto di vista è stato un fallimento, non riuscendo ne ad avvicinare il successo del primo ne a mantenerne la brillantezza di scrittura, in cui Allen ha messo la penna ma evidentemente scrivendo con la mano sinistra.

In realtà il problema è che l’operazione finì  in mano a Rod Amateau, che non è certo un indimenticabile del cinema… e il tutto finisce in farsa di basso livello, ma attenzione, con parecchie curiosità e un cast eterogeneo che possono attrarre e far provare piacere ad uno spettatore cinefago della nostra risma.

Intanto (al contrario di Ciao Pussycat ambientato a Parigi) il film si svolge tra Roma e I Castelli ed è girato a Cinecittà e tra i pregi della pellicola vi è proprio la felice commistione iconografica tra la Londra pop-psichedelica di Richard Lester con la Roma yéyé di Via Veneto e il disinibito varietà italiano. Nella seconda parte vi è anche un omaggio proprio agli studi di Cinecittà con le vicende che invadono i vari set di film di genere della Hollywood sul Tevere.

Soprattutto piace il cast dove non troviamo le star del primo ma un melange di di starlette del cinema di genere europeo (Katia Christine, Veronica Carlson, Beba Loncar, Solvi Stubing), caratteristi italiani (Leopoldo Trieste, Marino Masé), attori americani (John Gavin, Severn Darden) e attrici inglesi più “impegnate” (Anna Calder-Marshall). Il protagonista è l’inglese Ian McShane qui giovanissimo e che ora conosciamo meglio per essere un protagonista di serie cult come Deadwood e American Gods.

Interessantissime anche le particine di contorno in cui troviamo il regista Maurizio Lucidi nei panni di un emule di Cecil B. De Mille e, soprattutto (perché è quello che ci ha portato a riesumare questo film) in due apparizioni brevissime (e non accreditate) Karin Schubert (fa la parte di una cameriera con look sadomaso con spaccatura sul ventre a mettere in mostra il tatuaggio di una croce gotica) e la nostra Janet Agren che nella stessa scena entra e senza una parola si distende sul pianoforte dell’imbroglione dr. Fahrquardt e illumina il film (già pregno di bellezze) con le sue chilometriche gambe nude esposte alla nostra estasiata visione.

Dall’intervista-carriera su DarkSide 87: Questo fu uno dei due film che Janet fece assieme a Karin Schubert. “Mi ricordo che facemmo alcune sessioni di foto assieme con Karin Schubert. Sì, so che diventò una pornostar in seguito. Mi domanda perché? Lei lavorava in film normali prima di questo. Penso che le sue possibilità di carriera si stessero dissolvendo… forse aveva bisogno di soldi”.

Come si diceva il film in sé non è gran che. Si riprende la trama di “Ciao” ma facendone quasi una parodia in cui il protagonista resta il donnaiolo che conoscevamo ma apprendiamo che la moglie si adegua alla situazione e… rilancia. Vi è anche un dottore (letteralmente “di nome” ma non di fatto) che è in realtà un truffatore con un rapporto disastroso con la moglie (i due tentano di farsi male e di uccidersi in più occasioni) che viene contattato dal protagonista perché… ha paura di perdere i capelli e ha incubi in cui un gorilla si è innamorato di lui… La vicenda tra una bellezza e l’altra prende nuovo abbrivio nel momento in cui una star di Hollywood arriva a Roma per proporre 150000 dollari al nostro che tra un flirt e l’altro scrive commedie e pare che una abbia ottenuto i favori americani. Tutta la vicenda si trascina verso Cinecittà dove il protagonista, un paio di sue amanti, la moglie, gli amanti della moglie e altri bizzarri personaggi scateneranno il panico fino ad essere scacciati dalla polizia che arriva come fosse in un film di Chaplin.

Una pochade mal riuscita ma da recuperare per i motivi esposti sopra.

Product placement praticamente nullo anche se registriamo una tuta di un personaggio in cui spiccano le marche di AGIP, SHELL e BP e un paio di auto di lusso noleggiate alla bisogna. Vi è però anche qui una curiosità quando nell’introduzione iniziale e la presentazione di Roma e dei suoi monumenti si parla degli ingorghi che sono un monumento a Gianni Agnelli… assist alla FIAT?

STEFANO BARBACINI

Pussycat, Pussycat, I Love You

Regia: Rod Amateau
Data di uscita: 01/01/1970
Location: Roma
Cast:
Janet Agren
Brand:
BP
Agip

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