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Cinema

02/08/2011
The Osterman Weekend
Le attrezzature della CIA: le fornisce Pioneer
The Osterman Weekend

Nel 1983, un anno prima di morire, Sam Peckinpah dirige il suo ultimo film: The Osterman Weekend radunando intorno a se un gruppo di attori particolarmente di moda in quel periodo per storie fantascientifiche/spionistice come Burt Lancaster (poco prima alle prese con un virus letale a bordo di un treno), Rutger Hauer (appena morto sul cornicione della Los Angeles del 2019), John Hurt (reduce, si fa per dire, dall'astronave Nostromo e in attesa di cadere nelle fauci del Grande Fratello), Dennis Hooper (alle prese con il napalm), per non parlare di Craig T Nelson che aveva appena comprato una casa sopra un cimitero in cui i morti non avevano troppa voglia di essere presi per il culo.

Con un cast così, e con alle spalle il romanzo di Robert Ludlum, ci si sarebbe aspettato qualcosa di più. In realtà lo scopo di Penckipah sembrava solo quello di costruire un film dove la tecnologia dell'epoca la facesse da padrone riuscendo così a risultare particolarmente datato ai nostri giorni. Ed è un peccato per le marche che hanno fatto product placement a cominciare da Pioneer.

La storia parla di un agente segreto della CIA, a cui è stata uccisa la moglie, che, alcuni anni dopo, decide di vendicarsi dei colpevoli. Una volta scovati (fanno parte di una fantomatica organizzazione Omega che ha intrallazzi con il KGB) scopre che ogni anno si danno appuntamento per un week end nella villa di John Tanner, un anchorman di successo americano, che è l'unico all'oscuro di tutto. Dopo aver convocato Tanner in una delle basi segrete della CIA ed averlo messo al corrente della situazione, lo si convince a collaborare mettendo sotto controllo l'intera villa grazie alle attrezzature Pioneer che i tecnici dei servizi segreti scaricano in quantità industriale. Messa sotto controllo la casa Lawrence Fassett, nella sala di regia, si diverte a giocare a Il grande Fratello con gli inquilini (per John Hurt è la prima di tre: Orwell 1984 e V per Vendetta n.d.r.). Le cose però non sono come sembrano e il piano, in realtà, è completamente diverso. 

Da qui comincia la vera parte interessante del film: la caccia vista dalla parte opposta e completamente controllata. Come se vedessimo le gesta di Scream o dei maniaci di un tranquillo week end di paura apprezzando le strategie del cattivo. La suspence in questa parte è comunque assicurata, anche se poi con l'ultima scena un po' ricade. 

Per quanto riguarda il product placement oltre a Pioneer, interessanti sono gli ostacoli durante un'inseguimento fra auto e camion: prima si mette in mezzo una macchina operatice Pettibone che crea uno strano incidente con taxi, poi un treno della  Southern Pacific Line con in mostra i suoi cuscinetti Hydra (fu il primo ad adottarli).

Ma la domanda legittima è: ma in casa di un ricco anchorman cosa ci fanno gli ombrelloni logati Perrier a bordo della piscina?  

  


JMN

 

 

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