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CINEMA
1 Novembre 2022 - 09:09

GIALLO ITALIANO?

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Weekend (Riccardo Grandi, I, 2020)
GIALLO ITALIANO?

Lo dico subito (spoiler) il film si apre e si chiude su un lupo che vaga nella neve e guarda in macchina.

Significante, metafora, quelchevepare. La scena visivamente è bella ed è quella da salvare nel film (c'è n'è anche un'altra ma al momento proprio non mi viene) e così la film commission in questione può ritenersi soddisfatta. 

Nel mezzo però c'è la storia di 4 figli un po' ndrocchia un po' dipapa che si ritrovano dopo 10 anni che non si vedono ad un vernissage dove, un po' fra amarcord e vecchi rancori si prendono, forse, una sbiessa da paura.

Si risvegliano così in una baita sperduta sempre nei favolosi territori della film commission, completamente isolati dal mondo e con delle telecamere che li riprendono. Cazzo il nuovo Saw, Battle Royale (e simili) o, mal che vada Little Big Eyes..., e invece...

La storia è quella che qualcuno li ha messi lì dentro per scoprire chi dieci anni prima ha ucciso il loro amico comune teoricamente morto suicida. Peccato che il misterioso spettatore sia l'unico a cui gliene freghi qualcosa. 

Difficilmente ho visto un giallo in cui non me ne frega niente arrivare in fondo. Personaggi insulsi, odiosi, stereotipati, compreso il morto che si vede per la metà del film dedicato ai Flashback della stagione estiva che hanno tutti un motivo insulso per uccidere la vittima e che riempiono il film di segoni mentali e twist improbabili.

Sceneggiatura a quattro mani per un giallo imbarazzante che il tenente Colombo avrebbe risolto in 45 secondi via fax.

Voleva forse essere il nuovo The Hateful Eight invece sta a metà fra un Muccino estivo (estate, pare, amori, salcicce e laghetto) e un survival nella neve senza nemmeno la carcassa di un bisonte dove ripararsi dal freddo.

Non si salva nemmeno il product placement (solo Range Rover). In pratica da vedere per il lupo e... Ah si, qualche mezzo nudo delle belle protagoniste che si tolgono il reggiseno per fare il bagno al laghetto senza neanche un Jason Voorhes nei paraggi. Che pazienza! 

Gerardo Corti

©www.dysnews.eu

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