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7 Febbraio 2011 - 14:40

DYS TEATRO

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Fabrizio Gifuni
DYS TEATRO

L’INGEGNER GADDA VA ALLA GUERRA e NA’ SPECIE DE’CADAVERE LUNGHISSIMO

 

Fabrizio Gifuni è un noto volto televisivo e cinematografico, interprete di film e fiction popolari (ha interpretato De Gasperi, Paolo VI, lo troviamo in La meglio gioventù ecc.), non un attore selettivo ne con mire divistiche in questi campi.

Fabrizio Gifuni però è anche un attore teatrale di grande talento che si sceglie i testi da portare in scena e lo fa, solitamente, con l’aiuto alla regia di Giuseppe Bertolucci.

E’ in tournée, attualmente, con un doppio testo di Gadda riunito in uno spettacolo dal titolo “L’ingegner Gadda va alla guerra”. La prima parte, quella che dà il titolo alla pièce, è incentrata sullo scritto di Gadda “Giornale di guerra e di prigionia”, un libro di ricordi tra l’amaro ed il rabbioso del periodo in cui il soldato Gadda era stato mandato, insieme alla maggior parte dei giovani italiani del periodo, allo sbando durante la prima guerra mondiale da uno Stato italiano che non era neppure in grado di garantire scarpe decenti al proprio esercito.

Ma quella che tocca maggiormente il pubblico è sicuramente la seconda parte di questo spettacolo,

vuoi per la vigorosa interpretazione di Gifuni, che si districa meravigliosamente tra Bene e Poli, vuoi per il testo, “Eros e Priapo”, pamphlet antimussoliniano scritto nel 1947 ma clamorosamente attuale nel possibile adattamento delle parole di Gadda alla situazione politica odierna.

Uno spettacolo e un’interpretazione emozionanti che fanno bene all’anima e alla mente.

L’occasione è buona per ritrovare un altro spettacolo di Gifuni-Bertolucci di quattro anni fa, riproposto anch’esso in questi giorni, allora ad essere rappresentato dall’attore erano scritti di Pasolini da ‘Scritti corsari’ e ‘Lettere luterane’ con considerazioni del grande artista friulano sul cambiamento della società, forse più attuali oggi che non allora, negli anni ’70, quando furono scritte.

A completare il tutto versi di Giorgio Somalvico dal suo ‘Il pecora’ che utilizzando il gergo borgataro romanesco ci dà una versione impacciata ma spontanea dell’incidente/omicidio dello scrittore da parte di Pelosi. E’ questa seconda parte a dare il titolo allo spettacolo ‘Na specie de cadavere lunghissimo’, infatti la frase è contenuta nel testo di Somalvico che cita anche ‘Quer pasticciaccio brutto de via Merulana’ di Gadda (e qui si chiude il cerchio).

Proprio ‘Er pecora’ dà la possibilità di scatenare le doti interpretative di Gifuni che ci regala una mezz’ora indiavolata da grande attore, stavolta referenziandosi a Petrolini e Proietti.

Ma perché parlare di questi spettacoli in Dy’s News?

Intanto perché citare spettacoli di questo spessore è sempre un bene ma anche perché, questa volta, dobbiamo soffermarci sulle considerazioni  critiche pasoliniane sulla società dei consumi in cui si accusa la televisione e l’uso della pubblicità che banalizzano concetti e indirizzano i comportamenti giovanili verso un conformismo consumista generalizzato (pensate quanto sarebbero attuali queste parole oggi di fronte alla diffusione massiccia di computer e playstation).

In particolare lo scrittore/regista cita la campagna pubblicitaria dei JEANS JESUS che utilizzavano le parole di Cristo semplificandole in slogan pubblicitari e annullandone la potenza eversiva.

Sempre di nostro interesse l’utilizzo, nel racconto di Somalvico, da parte del ‘Pecora’ di un ALFA GT, citazione di una marca storica, simbolo di un periodo e di un determinato contesto sociale.

Stefano Barbacini

©www.dysnews.eu

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